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mercoledì 20 giugno 2012

Nuova testata blog.

La prima opzione era più curata.
Le avevo messo un twin set graziosizzimo e la gatta intorno.
Ma mi faceva caldo solo a guardarla.
Quindi ho spogliato anche l'immaginina di intestazione.






martedì 21 giugno 2011

Il Buongiorno si vede dal mattino.

Dio, io vorrei tante cose, hai ragione.
Ma visto che sono tutte abbastanza impegnative, e visto che so che hai tanto a cui pensare,
se mi aiuti questa volta, prometto che per un po' non ti romperò più le scatole e che dirò le preghierine...

Ecco, le giornate finiscono comunque a schifio, quindi potresti fare in modo che
almeno il caffè della mattina, lo prenda con persone che non mi facciano venire voglia
di sputarglielo tutto in faccia a mo' di superliquidator?

perché poi se non lo bevo mi rimane sonno.

grazie.

ti voglio bene.




martedì 22 marzo 2011

Ritorno alle origini.

(...) -L'attrice aveva una maschera di coccio.Una donna alta come te, una donna di pietra come te, una donna tenerissima come te. Mandava un dolore muto dalla maschera che teneva sul viso con una mano lunga e un tantino maschile. Non era la tua mano, unico punto che mi distrasse da te reale. La donna cercava il suo amore, lo rincorreva esausta senza correre: fece soltanto sette passi sulla scena e sette giri su sè stessa impiegando un tempo indescrivibile. Per ogni giro lei mostrava quel dolore sempre uguale, un dolore di pietra appunto, immedicabile, che un attore fuori campo accompagnava con uno strumento a fiato: una nenia struggente. Un dolore di coccio illuminato da un riflettore, nel buio. Era il tuo, era il mio dolore che la maschera nascondeva dietro la sua inespressività? Non morire, ti prego. Dipende da te. Non morire per i piedi stanchi o per la pena. Lo so che hai camminato per sette colli, lo so tutto il tempo e gli spazi che hai percorso con l'amore. Li hai riempiti tutti, ma la morte uccide sempre, anche se non sei tu a morire ma il nostro amore. Aspetta, non compiere l'ultimo passo, non accasciarti ai piedi dellultimo colle. Hai percorso tutti i colli dell'amore, perchè morire adesso? Sono carico di pena che nascondo sotto una maschera effimera come la tua, nel suono sempre uguale dell'armonica che chiama giù, giù fino in fondo: fino alla morte dell'amore. Aspetta. Aspetta a morire. Aspetta che io arrivi, che io capisca. Non compiere l'ultimo passo. Anche se pare che io non mi muova sto correndo verso di te. Anch'io ho la maschera, per questo non mi vedi correti incontro. Ecco, vedi, io mi muovo. Quel personaggio dalla maschera d'oro falso, coperto di stoffe vaporose e pesanti si è mosso, si muove verso di te. Fermati. Lo puoi se arresti l'ultimo volteggio.-

Eutanasia di un Amore, Giorgio Saviane, 1978.

mercoledì 12 gennaio 2011

mercoledì 5 gennaio 2011

E.

“Emma, ti amo.
Sei tu la donna della mia vita!”
Le disse Phil, sotto i piccoli, gelidi fiocchi di dicembre.

Cinque giorni dopo, Emma, tornava a casa con le buste della spesa, quelle di plastica doppia, perché quelle più leggere ed ecologiche le si erano dilaniate tra le mani appena sollevate dalla cassa, generando la frittata di sei uova che aveva in mente di cucinare per pranzo.
Fatta un’altra fila alla cassa, comperate altre sei uova, Emma cercò di fare in fretta per riuscire a preparare il pranzo, prima che Phil dovesse tornare a lavoro.
Entrando in casa trovò il suo amato Phil, in ginocchio davanti al divano, tra le gambe di Vanessa, la prosperosa commessa dell’alimentari all’angolo della strada.

Rettifica: nemmeno le buste in plastica doppia salvano dalla frittata sul pavimento.

mercoledì 21 luglio 2010

Sola Loquor

Ore cinque e quarantaquattro.
Il mio corpo è posseduto da bollori estremi; boccheggio. L'inutilità del ventilatore.
La mia anima è attanagliata da un'imprecisata ansia.
Del mio sonno, nessuna traccia.
Ho bevuto un po' d'acqua che non era fresca affatto ma già l'azione del bere mi ha tolta da quella fase di torpore privo di senso e, certamente, di produttività inutile.
Sapevo che accendendo il computer, le mie speranze di dormire si sarebbero ridotte esponenzialmente, quindi ho disegnato. Fino alle quattro.
Poi mi si è stancata la mano, ho pulito il viso come nemmeno la mia estetista è solita fare, ho dato lo smalto, ho bevuto ancora ed in fine, presa dalla rassegnazione e retta dallo sconforto sicuro, ho tirato pigramente su lo schermo dell' amMaccato ed ho premuto il piccolo tasto in alto a destra.
Prima di cominciare a scrivere, mi era venuta un'idea: cambiare la grafica del blog.
Era una cosa che sapevo fare bene a quindici anni. Avevo un bel libretto dal titolo stringato "html" e Dio solo sa quante ore ho passato a cambiare layout, sfondi o effetti speciali sui miei vecchi blog... che poi un terzo delle cose che facevo, potevo ottenerle con un comando prestabilito... ma mica era divertente allo stesso modo!
L'era del bloggaggio estetico compulsivo è finita qualche anno fa ed ora, pensare alla grafica del mio blog scrauso, è un'attività che mi diverte solo in teoria.
Una cosa del tipo "sarebbe bello che lo sfondo fosse....e che nella colonna a destra si vedesse...e che la scritta sul banner ricordasse...." "si però che palle..." ecco.
Insomma, ho dato un'occhiata rapida alle nuove e standardissimamente elaborate opzioni che blogger offre e poi ho puntualmente rimandato a data da destinarsi....
Però ho fatto un'altra cosa, una cosa che mi ero ripromessa di non fare senza almeno averci pensato un minimo sindacale... ho navigato per i Blog.
Sì, sono caduta e per l'ennesima volta, nel tranello de "Blog successivo" che si muove su criteri simil-casuali.... per cui ho visto una decina di spazi dedicati ad acquerelli e progetti handmade, qualche angolo dedicato alla critica politica ma più in generale alla critica facile su ogni singola cosa, dal caso Verdini a Gemma del Sud per intendersi...e prima di incappare in una serie infinita di blog votati allo spirito cattolico che dovrebbe essere dentro di noi più delle molecole d'accadueò, il cimitero. Già. Il cimitero degli scrittori. Gli scrittori in erba, quelli che hanno ottantasette gigabyte di hardisk esterno riempiti solo e soltanto di racconti, ordinati, ed impaginati con doppia interlinea.
Il mio insigificante giudizio?
Troppi.
E comunque " da che pulpito vien la predica..." so di essere un tassello di questo sistema privo di meritocrazia che ha come unico scopo quello di impestare il web con combinazioni diverse di lettere. Non sono ipocrita. Mi limito a prendere atto, ad ottenere consapevolezza di me.
Chissà cosa mi consiglierebbero il mio Friedrich, od il mio Immanuel....
Di scovare l'essenza dell'oltreBlog? di intuire il sublime bloggaggio aprioristicamente?
Ecco, non è arrivato Morfeo ma il Delirio non s'è fatto attendere più di tanto...
Per chiudere direi che, una volta pubblicato questo soliloquio mattutino ( sei e undici AntiMeridian) riprenderò in mano la noiosa grafica.
Ed anche, appena sarò tornata dalla Spagnolissima Barcellona, vedrò di inchiodarmi allo scanner e scannerizzare lo sketchbook estivo che già si sta riempiendo, merito di molteplici fonti ispiratrici. Effettivamente vengo preventivamente colta da malessere al pensiero di dover scannerizzare tutto. Ecco, sarebbe tanto bello e comodo avele l'Ipad con SketchBookPro...
sì...sarebbe proprio un bel risparmio d'alberi trinciati e fatti a fette...
Chissà se buttandola sul piano ecologico, i miei vecchi non mi sponsorizzino l'acquisto...
muahahahah.
Vabè. Anche basta. La mattina è alle porte, gli uccellini già cinquettano e qui c'è un blog che ha bisogno del mio intervento....

venerdì 5 febbraio 2010

Ti venisse una settimana di colite...amico tecnico.

Che Palle.
Che fatica.
Devo trovare un sonnifero potente.
Non posso dormire quattro ore per notte. non è una cosa sana. Mi vengono le occhiaie...
E poi sono in preda ad un istinto omicida.
Il mio caro tecnico del computer, che avrebbe dovuto installarmi il mio agognatissimo photoshoppino amoroso, ha fatto un casino dell'ottanta...
Risultato? tre ore per cancellare quel software del cazzo, nervosismo al massimo esponente, anatemi pronunciati al vento e naturalmente niente photoshopping...
Se il mondo pensa che io spenda o voglia spendere il mio capitale per comprarlo, beh pensa malissimo e a costo di porre sul piatto della controfferta, il mio corpicino burroso, lo avrò.
Nel frattempo rimane il vecchio pc che il suo pscs4 ce l'ha e forse funziona pure...
Però ripeto, che palle.