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domenica 25 marzo 2012

Bad thing, gud Idea

Sì sorrido, sorrido perché è una parte piccola e strana della mia vita.
Sì perché è chiaramente marginale ma i ricordi sono belli nitidi, capisci che intendo?
Poi non lo so, io ci faccio caso ma perché sono fatto così...
Mi fa strano che tu la conosca, e penso tu sia il primo a cui ne parlo così.
Sì credo.
Beh, lei la conobbi che ero un ragazzino ma niente cose del tipo la vedi e capisci, no.
La conobbi perché era con quella per cui mi ero preso una sbandata allucinante, ecco lei era l'amica, che poi tra l'altro già da allora stava in mezzo ai suoi casini, aveva già le sue grane con i ragazzi...
Però mi stette simpatica, avevo inteso che faceva il tifo per me con la sua amica, le avevo viste parlare un casino quella sera e poi lei mi aveva fatto un cenno e un bel sorriso, quindi partii in quarta...
E? E niente, nel senso, sì cioè, ci fu un bacio bello lungo con questa che mi piaceva ma nessun seguito e la serata finì con io che tornavo al motorino accompagnato dalla mia mezza conquista, da lei ed il suo ragazzo... mh...
Poi... poi la rividi ad un'altra serata, che lasciamo stare, finì a schifìo, ma non con lei, coi miei amici e figurati che la incontrai davanti ad una specie di infermeria, guarda lasciamo stare... comunque lì, ecco, lì mi accorsi che aveva un sorriso bello, che lasciava il segno.
Col fatto che avevamo tanti amici in comune sì ci siamo rivisti tante volte ma niente di che, roba da amici così...
Comunque lei era sposata e io pure quindi, mi capisci...
Avevamo passato del tempo a parlare di passioni comuni, d'arte fondamentalmente, ma non col senso di chissà cosa, così, per passione e basta...
Ci fu una sera in cui mi fermai un po' di più.
Era ad una delle solite feste del giro ma non era come sempre, non ballava, non rideva... teneva in mano il suo blocco di disegni e stava in un angolo a guardarlo, come se il mondo non esistesse.
Mi avvicinai quasi istintivamente.
E lei si confidò con me, si schiuse, sì, come un fiore che si apre piano.
E rimasi lì, interessato, affascinato, proprio rapito da quel gesto che mi fece sentire come privilegiato...
Quante parolone... insomma fu un bel momento.
Poi, dopo il suo divorzio, avevo saputo che frequentava uno che conosco, uno apposto, sì mi sa che sai chi è... ed incontrai lui prima, e quando me lo disse ero contento, certo, glielo dissi anche, ma qualcosa mi dava fastidio, non so cosa ma qualcosa...
Rividi lei, per caso, ti giuro per un caso veramente assurdo, in un posto veramente assurdo, e solo dopo che con quest'altro non era andata...
E...
E vabbè niente.
Io ero sposato no? Ricordi?

E' una tosta. Te l'ho detto, lascia il segno.

sabato 12 novembre 2011

Ataf

Dling.
Siamo in San marco e il 6 ha appena aperto le portiere.
Una signora anziana entra in autobus e si siede di fronte a me.
Io tengo le maniche della felpa imbottita di finta pecora, allungate e strette nelle mani.
Tengo lo sguardo fuori dal finestrino. Insolito, perché di solito osservo i passeggeri e mi immagino storie.
La signora mi guarda.
Dopo qualche secondo la guardo anche io ed abbozzo un sorriso. Uno di quelli gentili, un po' forzati.
La signora ricambia ma scuote la testa.
Poi dice:
"le belle ragazze come te non dovrebbero mica essere così tristi! La vita è breve ragazza mia! Che cos'è quella faccia, è mal d'amore?"
Dling.
Siamo in piazza Oberdan.
Io la guardo bene e  non rispondo.
Lei continua:
" Eeeeeeeeeeh che sarà mai, gli amori vanno e vengono, e tu sei così bella, così giovane...quanti anni hai?"
"Venti" rispondo.
"Venti?" E dopo che lo ha detto ha fatto una breve pausa, ha aggrottato leggermente le sopracciglia e poi se n'è uscita dicendo:
"Beh ragazza mia, dovresti darti una mossa, alla tua età ero già sposata!"
Dling. 
E' la mia fermata.


venerdì 29 luglio 2011

In me c'è qualcosa di sbagliato.
Non è una frase da quindicenne depressa.
Dico così perché mi rendo conto che nelle mie reazioni c'è qualcosa, qualche piccola cosa, che non va.

Me ne rendo conto quando mi sento...sola.
E intendo quel sentirsi soli quando fisicamente non lo si è.
Mi sento sola accanto alle persone.
Ed è triste.
E non sono le persone sbagliate.
Sono io che sto rendendo ogni cosa più distante e più difficile.
Sì sto svarionando ma è colpa del fatto che non sappia metabolizzare a tempo gli choc.
Succede una brutta, brutta cosa ed io sto immobile finché tre giorni dopo, seguendo un pensiero, allento la presa.
Scoppio.
Crollo.
La morte di Benedetta non è affatto giusta.
E non sono io a doverlo dire, che non la vedevo da due anni.
Però lo penso lo stesso.
E vedo la disperazione dei suoi amici più cari ed il dolore che ha lasciato con questo vuoto improvviso.
E il cuore mi si stringe in gola ed anche se sono due estati che non vedo quel giro, abbraccerei tutti perché non so come ma sto male anche io.
In questi giorni non ho pensato ad altro.
E mi sono sentita come fuori luogo a mostrare la tristezza, come se non c'entrassi con quella disgrazia.
Forse è così.
Ma penso lo stesso che la Bene, che ho sempre visto sorridere, non meritasse affatto quello che le è capitato.

martedì 21 giugno 2011

Il Buongiorno si vede dal mattino.

Dio, io vorrei tante cose, hai ragione.
Ma visto che sono tutte abbastanza impegnative, e visto che so che hai tanto a cui pensare,
se mi aiuti questa volta, prometto che per un po' non ti romperò più le scatole e che dirò le preghierine...

Ecco, le giornate finiscono comunque a schifio, quindi potresti fare in modo che
almeno il caffè della mattina, lo prenda con persone che non mi facciano venire voglia
di sputarglielo tutto in faccia a mo' di superliquidator?

perché poi se non lo bevo mi rimane sonno.

grazie.

ti voglio bene.




lunedì 23 maggio 2011

Facebook in love

Tutto è cominciato condividendo alcune attività.
Abbiamo partecipato a tre eventi, anche se io poi sono andata ad uno solo.
Dopo la scoperta di ben quattro amici comuni, tra cui Jessica Alba,
i passi sono stati serrati e decisivi.
Una request.
Poi lui m'ha taggata.
ed a quel punto io non volevo altro che lui mi linkasse.
Linkami.
Linkami tutta. pensavo di continuo.
E ancora, l'inaspettato colpo al cuore:
un MP.
ed un altro.
ed un altro ancora.
Poi la bomba.
Un alberino verde.
Mi vede come una sorella.

L'ho bloccato.

mercoledì 27 aprile 2011

Cinque minuti.

Questa è una copia distorta di B.
B è un ragazzo spagnolo, o meglio, un ragazzo israeliano che studia per diventare chef, in spagna.
Simpatico, multilingua e con moooolti meno capelli.

E' luglio.
Dopo una serata di sangria e mojito, in una taverna barcellonese, ha preso vita una scenetta che mi ha fatto molto riflettere in seguito...

B ci guarda.
Noi, un gruppetto di amiche di amici, sbronze, abbronzate e turiste.
Il suo sguardo si fa misericordioso.
B pensa che ci manchi qualcosa.
Pensa che abbiamo bisogno.
Un bisogno.
Quindi sfodera il suo accento migliore e ci dice che per rendere felice una donna, a lui bastano...

"Cinco minutos"

B che parla israeliano ed inglese, ce lo ha detto con accento catalano.
Con lui si è trattato spesso di questioni linguistiche.


B ci ha poi spiegato quali altre siano le sue abilità e noi siamo state tra le più attente allieve alticce della storia.


E il punto, se c'è un punto, è che noi (stupide donne), passiamo la vita a coltivare sogni che per protagonisti hanno sexy scrittori, sexy cantanti, sexy poeti, sexy filosofi e barricaderi...
Ma alla fine, se uno sa cucinare e ha il trucco del "cinco minutos"...

¡Viva!

Chapeau.


Bingo.

Strike.


E' fatta.



mercoledì 20 aprile 2011

Non cito Wilde perché ormai lo fanno tutti

Allora, io lo so che l'insalata sia buona.
Buonissima.
Ottima.
Ok?
Sì, lo so.
E mi piace.
Mi piace un casino.
Ecco.
Però come si fa.
Vi chiedo.
Mi chiedo.
Posso resistere al prosciuttino casalingo stagionato al punto giusto.
Posso resistere al pecorino di grotta che si scioglie in bocca.
Alla schiacciata appena uscita dal forno.
All'arrosto misto.
Ai funghi trifolati.
Ma al gelato pannoso al cocco no.
No.
No.
e No.
Resisterei meglio alle proposte indecenti di Luca Argentero.

mercoledì 13 aprile 2011

Un sassolino nella scarpa



"Sono perfette, le prendo."

Era dicembre e forse scambiai l'ebrezza di un giorno di compere natalizie per amore vero.
Certo, in quel momento, sotto la luce intensa della vetrina, quelle sembravano le più belle, le più perfette,
le più desiderabili tra tutte le tacco dieci che avessi mai visto.




"Le odio, dove sono le mie Reebok!?!?!?!"

E' aprile  e più che un'opera d'arte foderata di raso neroblù, hanno tutta l'aria sadomaso di alcune torture cinesi.









P.S.: Chissà perché a capodanno non percepii alcuna sofferenza?!


P.P.S.: Vodka Lemon. Come se piovesse.

giovedì 17 marzo 2011

Convivenze incongruenti.

Perché dopo che Kate Moss è stata immortalata sniffando coca, i suoi contratti si sono quintuplicati come il suo reddito e la sua popolarità?
Il successo è direttamente proporzionale alla condotta di vita "estrema" in qualche modo?
Personalmente, la bellezza scarna, filiforme e consumata della suddetta modella, mi è sempre piaciuta.
E per quanto riguardi la confusione su i modelli da seguire, in un paese in cui i giovani riempiono discoteche intere pur di vedere, anche da lontano, un Corona piuttosto che un ex tronista, c'è poco da sorprendersi.
Limitatamente al caso Moss o simili, credo però che un motivo, per la tanta attenzione, ci sia.
Il fatto di vedere una donna bella e potente in una situazione tanto squallida e degradante oltre che infelice, la rende, forse, più umana.
Meno copertina di Vogue e più persona.
Questa idea mi convince ma percepisco ancora un senso contraddittorio.
Forse noi donne siamo costrette a convivere con questo dualismo continuo...
Sì perché vogliamo essere emancipate, alla pari ed indipendenti...
Affermiamo in continuazione di non voler aver nulla a che fare col genere maschile...
E poi indossiamo abiti da modelle e teniamo il rossetto nella tasca interna della borsa...
Perché sentirci apprezzate esteticamente fa sorridere ed indispettire...
Ma il rossetto rimane perché l'interrogativo angosciante è :
"Quando finirà tutto questo? oppure: E' già finito?"

Facendo il punto della situazione e non concludendo niente, al solito...
Con l'Eneide edizione critica di Paratore in una mano, mi accingo ad acquistare il modello di punta delle borse primaverili Liu-Jo.
Kate, appunto.

sabato 5 febbraio 2011

Sciupafiabe.

Non voglio fare un discorso a discapito della categoria, però ora basta...
A me la vita piace, tantissimo.
La amo proprio.
Ecco ma mi piacciono lo stesso, un casino, anche le favole...
Mi piace leggerle, scriverle, disegnarle e soprattutto, adoro che mi si raccontino...
Mi piacciono tanto da aver reso certi personaggi, parte integrante di me.
E stasera, presa più dallo studio che dal senso fiabesco, mi sono resa conto che uno dei miei personaggi preferiti è una persona che non vorrei mai essere.

Ed è Wendy.

Peter è quel bambino che un giorno ha deciso non sarebbe più cresciuto, ok?
E' il suo perchè. Il suo bene e male. Il suo.
Lo dice dall'inizio. Lei lo sa benissimo.
Eppure, usando la sua abilità di rammendo e l'abitudine a raccontar novelle, una volta svoltata la seconda stella a destra, è tutto un susseguirsi di mezze frasi e punzecchiamenti morali per, di fatto, cambiare la di lui natura.
E lo fa sembrare pure una cosa giusta...
"Oh Peter, ma io devo crescere, mica mi basta che sbaciucchi il ditale, o ti prendi le tue responsabilità oppure io ed i fratelli che mi son portata dietro, torniamo a casa..."
Ed io ho sempre trovato triste questa favola, perché alla fine lei se ne andava e non poteva stare con Peter e l'amore finiva e l'unica ad essere felice era quella stronza di Trilly.
Wendy è proprio odiosa.
Se almeno avesse scelto la maturità losca di Uncino, se si fosse invaghita di lui e fosse diventata la sua depravata compagna, avrei potuto, in cuor mio, salvarla...
Invece no.
Con questo non dico che non si possa cambiare o che P. faccia bene a far come fa (sebbene un po' lo pensi)
Però lui è così. Sincero.
E si merita una che lo ami e lo scelga per com'è.
Che lo aiuti coi bimbi sperduti, che lo segua svolazzando per pattugliare l'isola, che si prenda cura di lui in quanto compagna ma che sappia stargli dietro.
Che è un po' quello che sarebbe giusto succedesse...
Però noi donne, ora non generaliziamo, sicuramente c'è chi così non fa, abbiamo la tendenza alla modifica, al perfezionamento... e le caratteristiche che all'inizio erano il motivo per cui ci siamo avvicinate al Peter della situazione, diventano quel "però" che se non ci fosse, filerebbe tutto liscio.
Rimanere giovani, almeno un po', è molto più complesso che sposarsi un responsabilissimo impiegato di banca.
Wendy.
No, grazie.

martedì 25 gennaio 2011

Au Revoir...

Con la convinzione disegnevole che mi ha colto in questa settimana, ho svogliatamente iniziato a riempire la rosa-valigia che mi porterò dietro in questi giorni.
Destinazione: Angouleme.
Aspettative: zero.
E per la testa ho circa tre pensieri:
- trovare qualcosa della mia rosa di autori mangialumache.
- trovare qualcosa per chi rimane qui tra i mangiaspaghetti.
- tornare a casa incolume. In realtà, anche solo tornare a casa.
Scrivo e cancello perché non so come tagliare questo post.
Che sto scrivendo per non abbandonare il blog per sei giorni, senza spiegazione alcuna.
Tengo le dita ben incrociate e l'unica cosa che spero segretamente è di cogliere quell'atmosfera tipica di eventi simili. La parte buona. Quella senza manga...
E nell'attesa continua del mio essere un'umana incasinata, ripenso a Pavese e mi rifugio tra qualche pagina del suo bel diario.
Ma se c'è una cosa che risolve le turbe femminee interiori. Anche le più profonde.
Beh, signori miei, è solamente lo shopping.
Quindi passo e chiudo, in direzione di vetrine e banchi, in compagnia della ricciola più bella...

sabato 22 gennaio 2011

Dimmi quand'è che hai vissuto le piccole cose, che fanno grande la tua vita...

Le cose non vanno mai come credi.
Tantomeno come desideri.
E volendo fare statistiche, la legge di Murphy ci ripete, stanca come Cassandra, che non è vero che un qualche accadimento possa avere le stesse probabilità di andar a buon e a cattivo fine...
Non si tratta MAI di un vero 50 e 50.
Se c'è la possibilità che vada male, è quasi certo (dove il quasi è rappresentato da un 1 % proforma) che così andrà.
Sono troppo pigra perché la mia preparazione si trovi spesso al passo con le occasioni che capitano, quindi ho anche imparato che la sorte gira e che è sempre, comunque, importante aver fede nel proprio destino, in noi stessi ed in quella manciata di buon'anime che ci sta vicino vicino.
E così, anche nei momenti di sfiga più colossale, in cui te ne capitano inverosimilmente troppe ed immagini di premere pausa, guardando in camera, e parlare con i fantaspettatori ridenti delle tue disgrazie... ecco anche lì, l'importante è tener presente che "non potrà piovere per sempre" (forse).

Ecco.
Credo a quello che ho scritto, però: Regia! Manipolo di Sceneggiatori della mia vita!
Malgrado tutto, che bisogno c'era di farmi assaporare così a fondo il gusto pieno del Winsor e Newton INK?????






lunedì 17 gennaio 2011

C'est la vie...de merde


Studiare fumetto è tendenzialmente figo.
Frequentare la Comics è egualmente, tendenzialmente figo.
E' una scuola che costa tanto da esser presa tendenzialmente sul serio
e che, frequentandola, ti rende tendenzialmente un artista.
Il disegnare passa da hobby a passione, da passione ad amore e da amore a...
beh, dall'amore alla mania, grafomania, il passo non è poi così lungo...
E quindi ti ritrovi in quattro e quattr'otto a sentire le mani impazienti di riportare sulla fedele moleskine ( che non uso perché penso sempre sia troppo bella per i miei disegni) quel dettaglio, quella figura, quell'esclamazione che in quel momento ti intoppa la mente.
E' una malattia, ma una malattia tendenzialmente figa.
Al solito, c'è un rovescio della medaglia, perché mentre sei lì, nell'angolo della festa,
accanto alla lumiera vintage, e le linee che tracci con passione, non sono solo disegni ma flussi emotivi interiori, e pensi alle graphic novel che t'hanno toccato il cuore, che t'hanno fatto star male da quanto cazzo erano vere, insomma mentre sei in quello stato di simil-nirvana, ti può sì capitare di cadere nell'occhio di un'anima affine, ma persino in quello della più-che-ventenne-entusiasta-e-di-rosa-vestita che ti guarda con occhio languido, glitterato e spalancato e che con voce squillante ti dice:
"Disegniiii!!!ooooh come disegni bene!!!!No!!!ti prego, mi disegni hello kitti per la mano a winnie pooh vestito da coniglietto??? Sai, come fanno i ciondolini di gomma, che esce solo la testa?? Se ti riesce eh...

La routine. Tendenzialmente...

lunedì 3 gennaio 2011

Je t'aime...

Quando ripenso a quel sorriso, che in un certo senso, da quel giorno, mi ha spaccato il cuore,
mi rendo conto che ogni cosa, porta in sé una parte di quel piccolo segreto, chiuso in fondo al desiderio di un "per sempre" impronunciato.

Questa sciocchezza l'ho trovata scritta sul quadernino dove un anno fa, tenevo le note salienti del mio percorso on Photoshop. Quadernino caduto in malora e finito insieme ad appunti di terza liceo, riesumati cercando il foglio coi dati della mia carta di credito...
Stranezze della vita.

Mi ricordo quando la scrissi, ma voglio dedicarla alla mia amata ed odiata consanguinea, che stasera ha preso un treno con la sua dolce metà, per andare a trascorrere il resto della settimana, nella città dove albergano le mie fantasie, e non solo le mie.
Paris.

Quando si segue lo stesso ritmo, quando si sente la stessa musica, quando il respiro è scambievole ed il tempo insieme non basta mai, l'amore è bellissimo.
E' un continuo divenire.
E lo so che cambia, ma la cosa non è poi così spaventosa, perché se l'impianto audio è buono, tutto fila liscio.
E spero che l'entusiasmo che accende l'incontro dei loro sguardi, in loro, non sia affievolito dallo scorrere del tempo, che in fin dei conti è un galantuomo.
Bisogna aver fede. Giorno per giorno.
Buon viaggio cari giovinastri innamorati...







martedì 14 dicembre 2010

Idee malsane

Gli ideali.
Tzè.
Mica avevi vent'anni negl'anni 80 del settecento...
e nemmeno a fine anni 60 del secolo appena trascorso.
Nessuna rivoluzione per te.
Nessuna che conti. Che lasci il segno.
Soltanto satira triste ed infruttuosa.

E rivendichi il valore del tuo cervello, chiedendoti a che servano altrimenti, le cose che sai e la cultura che scegli ritagliando francobolli di sapere dalla tua personale raccolta di menti meritevoli..
e la risposta, malgrado le tue, giovanili e vane speranze, è lineare e chiusa.
Al tuo piccolo mondo.
Al tuo piccolo, forse, lavoro.
Alla tua piccola, allargata, famiglia.
Nella tua piccola, non condonata casa.
Non spaventarti adesso, non guardarmi con quegl'occhi lì, niente lucciconi o scatti d'ira.
Le idee cambiano il mondo solo quando il mondo è pronto a farsi cambiare.
Tu e quelli come te, non siete nemmeno più mosche bianche.
Il punto è che non importa cosa siate o meno.
Non fa differenza alcuna.
Ma non devi rassegnarti, devi solo capire. Accettare.
E le bandiere avrebbero più valore usate come toppe del tendone Orfei.
Ammutolite per scelta.
Non vogliono più dire niente.
Non piangere, non arrabbiarti.
Forse, qualche possibilità pulita per te ed i tuoi compagni c'è... sì... forse.
Spes ultima dea, no? Non dicevano così i tuoi amici antichi?
E poi sei carina, il fisico c'è, il viso...sì magari le labbra appena più turgide e poi l'altra maglietta, sì quella scollata, nera.
Perfetta.
Ancora ti lamenti? Ma che dici! L'università? La laurea?
Cara adesso non ti occorre più.
Un futuro sicuro? i risparmi al sicuro? meritocrazia? legalità? giustizia?
Bella bimba ma per chi m'hai preso? per Babbo Natale? Io non posso darti proprio un bel niente più di ciò che già hai! Sono solo la Realtà dei fatti.
Avanti sii una qualunquista qualunque, non ti avvelenare il fegato.
In fin dei conti hai delle così belle tette.
Certo che non sei mai contenta eh...

- Capo, andava bene così? Ero Realistica? Come? solo al 48%? La rifaccio allora...-

lunedì 6 dicembre 2010

MuoriMi

Le Brave persone non fanno, volutamente, del male ad altre persone.
Le Brave persone non odiano, consapevolmente, altre persone.
Le Brave persone trovano, pazientemente, la strada per il bene.
La Brave persone si prendono, poco raramente, persino responsabilità che non hanno.
Le Brave persone sanno amare anche incondizionatamente.
Le Brave persone hanno la coscienza pulita.
Le Brave persone sono semplicemente brave persone.
Non conosco Brave persone in assoluto,
ma conosco Brave persone con me.
E queste persone meriterebbero, sempre, la parte migliore dell'egoista orribile che io sia.
Meriterebbero la brava gud che alberga in qualche remoto angolo di me,
che non sono certo una Brava persona.
Quando mi sorprendo ingrata, il mio cuore elementare si stringe e schernisce i miei ridicoli rimorsi.
Stolta. Sapevi di star per compiere un errore ed hai scelto di non arrestarti.
I grovigli emotivi che ne conseguono sono comunque niente rispetto a ciò che meriteresti.
Sei una fottutissima stronza.
Ardi nel più profondo degl'inferi.
Vaga perenne nel tuo colpevole limbo.

E se lo salvassi in bozze senza pubblicare, non avrebbe senso.


venerdì 26 novembre 2010

Scritta a margine. Macchiata di caffè.

Un' anima in pena
in costante, trepida attesa.
Il respiro tentato profondo
si mozza nel mezzo.
Non v'è pace per i cuori sospesi
Per le anime prave
Per gli spiriti ambigui
Per loro.
Ustionati dalla caustica luce
albeggiante.

lunedì 25 ottobre 2010

Fuori Sincrono

Sveglia antelucana, ore di dita passionali strusciate su pagine antiche, tempo perduto ad ascoltare parole leggere tanto da non lasciare segno alcuno, e finire la giornata ad eseguire ordini altrui.
In un giorno di questo tipo essere messi spalle al muro da noi stessi, di fronte all'ultimo caffé, è davvero inevitabile.
Sei lì, ed appoggiando lo sguardo stanco sulla cremina beige macchiata di latte che non volevi ma altrimenti sarebbe ridicolmente avanzato, sentendo gli interrogativi svolazzare tra le pieghe cerebrali, non puoi far altro che chiuderli danodogli quel perché che tanto reclamano.

"Ogni cosa a suo tempo".

Questo inciso dovrei farmelo marchiare a fuoco in fronte.
E' il monito che più mi sia stato ripetuto. E' il post-it mentale che mi affligge continuamente.
La fretta non è mai stata una cattiva consigliera e l'ultimo minuto è il mio miglior amico e sebbene sappia che facendo le cose con calma e cogliendo i frutti da maturi, ci sia solo tanto di guadagnato, è più forte di me, faccio di tutto e mi sbatto fino all'invero simile per raggiungere ciò che corrisponda alle esigenze del mio frenetico e battente cuore.

Il punto è che la maggior parte delle volte riesco a spuntarla, o almeno penso che sia così; ma per quanto il tempo si faccia galante, quando gli passi avanti storce il naso, allunga il passo e poi ti supera di quel metro scarso che ti lascia stranito lì, ad osservargli le terga.

I biscotti e la cioccolata in tazza vanno presi e consumati insieme.
Il bagnoschiuma va versato in vasca mentre quest'ultima si sta riempiendo.
L'acqua si sala prima di buttare la pasta.

Ogni cosa a suo tempo.

Ecco.

C'è poco da fare quando, pur restando un sorriso di fondo, uno arriva coi biscotti mezz'ora dopo aver sciacquato la tazza o versa il bagnoschiuma in vasca dopo che ci si è già serviti dell'accappatoio o che porti il sale quando gli spaghetti sono bolliti sciocchi.

Non è la stessa cosa e non lo sarebbe stata.

Ogni cosa a suo tempo. Ogni tempo ha la sua cosa.
E davvero non c'è niente da fare...senza posto per i "se" di circostanza.
La cioccolata è stata lo stesso gradevole, ho usato i sali al posto del bagnoschiuma ed ho puntato sul sapore del sugo.

La luce dello schermo cessa di illuminarle il viso.
Rimette la cosa nel cassetto. Lo chiude.
Spegne la luce lasciando la stanza. Lentamente.
Nero.
Titoli di coda.

domenica 12 settembre 2010

Un diavolo per disegno...

Fare le illustrazioni per il blog.
Che INCUBO!
E' da prima delle vacanze estive che giro con un post-it nello sketchbook che riporta l'elenco delle sezioni che vorrei/dovrei illustrare ed i miei fogli sono piene di prove e bozze cancellate e poco amate perché non sono riuscita nemmeno a decidermi sullo stile da seguire.
Ieri poi, scarabocchiando di brutto, mi sono stancata ed ho scannerizzato il primo foglio a caso, che è diventato la nuova intestazione blog.
Incubo è il nome della bionda ragazza dalle parti intime luminescenti.
Questa qui sotto è FaseRem, la versione light.

Quando avrò qualche idea migliore od una manualità più soddisfacente, non tarderò ad apportare modifiche...