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martedì 9 luglio 2013

4 luglio

Stavo camminando col mio amico verso piazza alberti.
Mi fermo di fronte a quel negozio d'arredamento bagni per specchiarmi al lavandino e vedere se questi pantaloni mi stanno aderenti come dovrebbero, ma con discrezione, stando a telefono.
Ho gli occhiali appannati ma ho troppe cose in mano per potermeli togliere e passarci il tergilenti o un lembo di maglietta.
Incontriamo un amico comune ed io mi volto consapevole che tu stai arrivando in bicicletta.
Detesto incontrarti. Vicino a casa mia poi mi risulta insopportabile.

Mi passi accanto e mi dai una pacca leggera alla quale rispondo con un poco convinto sorriso.
Mi volto di nuovo verso lo specchio.
Ecco l'ennesimo pomeriggio rovinato da un chiodo piantato secco in mezzo al cervello.
Vedo che torni indietro e allucchetti la bici.
Vieni verso di me e mi chiedi se ho un secondo, devi dirmi una cosa, se posso.
Ed io ti dico sì, con la stessa velocità di uno scatto in sequenza movimento preso con la macchina che ho al collo.
Complimenti per la resistenza.

Camminiamo

-Nonostante non mi discosti da ciò che ti ho detto, volevo dirti che in queste settimane non ho compicciato niente, non ho nemmeno finito io il progetto perché, di fatto, questa situazione con te mi ha scocciato.

-Nonostantenontidiscostidaciòchemihaidetto è proprio una premessa del cazzo.
È per ciò che mi hai detto che poi un discorso così non devi farmelo mai a meno che non ti discosti dal ciò di cui sopra.
Capisco il tu egocentrismo, e ne apprezzo la profondità, ma in questo caso gira in senso contrario al mio che per me ha la precedenza.
Cioè, alla fine, perché me lo hai detto?

-Perché lo penso, perché sento la mancanza dell'abbracciarti, dello starti vicino, del camminarti accanto mentre saltelli.
Di baciarti.

Tua l'iniziativa, mia l'arrendevolezza.
La schiena contro il muro.
Le mani intorno al viso.

Complimenti per la resistenza.

Passa una signora che conosco e dice che il mio ragazzo se lo ricordava diverso.
È estate, tempo di svolte. Rispondo io e tu mi prendi per mano e mi dici tra il serio e l'idiota:
Così cambi ragazzo con le stagioni...

No ho un solo ragazzo, non ho il multitasking. Io.

Tu sorridi e raggiungiamo i miei amici che si sono spostati su un prato che non mi ricordavo ci fosse.

È il 4 luglio e ti guardo scherzare tra l'erba.
È il 4 luglio e non sono mai stata tanto vicina all'esser felice.
È il 4 luglio, il giorno in cui la terra è più lontana dal sole.

L'estate è già finita


venerdì 5 luglio 2013

Gratuito


Tu sei stato così immeritato per me.
Al di là del bene e del male.
Non aspettavo che te ed avrei pagato tutto pur di non incontrarti mai, neppure per caso.
Immeritato per quanto mi hai resa felice.
Immeritato per quanto mi hai fatto male dopo.
Non meritavo che finissi nel modo più perfetto le mie frasi.
Non meritavo di starti nuda accanto.
Non meritavo di ascoltare il tuo respiro nel cuore della notte.
Non meritavo di baciarti con gli occhi chiusi.
No.
Non meritavo quel tremore delle mie ginocchia esattamente come non meritavo la tachicardia prima di voltare l'angolo dietro cui sapevo mi aspettassi.
Non meritavo l'attesa al display nero del telefono.
Non meritavo che non ti innamorassi.
Almeno quanto me.
Respirare come si respira sott'acqua.
Ogni volta che ti vedo.
Respirare come si respira sott'acqua.
Ogni volta che non ti vedo.
Respirare come si respira sott'acqua.
Come si respira sott'acqua?

non si respira

domenica 23 giugno 2013

senza titolo

Ci sei tu, che hai una vocazione, una passione.
Tu che ti fai in quattro per andare fino in fondo a questo bisogno che senti.
Tu, che hai avuto coraggio e che sei cambiato tanto o forse solo cresciuto, e ti sorprende che ti sia piaciuto.
Tu, che quando fai qualcosa che ti piace non c'è bisogno di parole.
Tu, che sai stare nel mezzo delle cose tanto quanto un po' più in là, guardando altrove.
Tu, che sei in guerra tutti i giorni e ti accorgi che quel fiore vuol dire primavera.
Tu, che torni a casa da eroe stanco, sconfitto a volte, e mi guardi ogni volta come fosse la prima, come fossi la sola.

Poi ci sono io.
Io che devo seguire cosa mi fa battere il cuore.
Che inciampo se cammino e non corro ma saltello.
Io che potrei annegare in un sorso d'acqua e nuotare in mare aperto in piena notte per lo stesso motivo.
Io coi miei silenzi trasparenti, coperti da sciarpe di parole.
Io che amo imparare ma studiare mai mi piacerà.
Io che tutto e tutto il contrario.
Io, madrina del brillio negl'occhi d'entusiasmo e malinconia.
Io, che torno a casa a mettere i cerotti sulle ginocchia dei miei sogni e ti preparo il caffè mentre ti siedi.

Mi dai un bacio, mi porgi un fiore e mi dici che è di nuovo primavera.

mercoledì 12 giugno 2013

La noia

Tutto mi annoia.
Sì certo se metto un bell' "io" a inizio frase è ovvio che qualcosa di interessante verrà fuori ma sono leggermente stanca di rigirare coltelli in piaghe che conosco.
Vorrei un "tu" che valesse la pena del mio tempo, che lo pretendesse, che se lo prendesse non che mi desse l'impressione di un quarto d'ora perso.

Oggi ho capito che vuol dire "bello da far male" e l'ho capito come uno stinco comprende uno spigolo in massello.
Ho riso delle mie convinzioni passando il ghiaccio sul livido nascente.
Se non hai sentimenti sei una stronza.
Se ne hai sei una super stronza.
Se li hai ma non li vuoi sei stronza uguale e pure un po' incazzata.
Arrabbiarsi fa aumentare le rughe, il quadro è completo.
Tutto mi annoia.
In questa fase della vita, cuore e culo non sono due parole, sono due concetti risvolto della stessa medaglia che non cade mai di testa o croce ma sta fissa in piedi sul bordo zigrinato.

Ci ho messo il cuore
L'ho fatto col cuore
Ti porto nel cuore
Col cuore in mano
Cuore mio
Mi batte il cuore
Mi pesa il cuore
Dal più profondo del mio cuore
Ti ho dato il cuore
Vaffancuore

ora sostituisci cuore con culo e rileggi sopra.

Tutto mi annoia.
Il silenzio mi annoia, le parole vuote mi annoiano, il senso delle cose mi annoia, la pochezza delle persone mi annoia, questo tentativo di perfezione cristomadonna mi annoia.

Voglio i difetti.
Parlami di difetti.
Raccontami che quanto torni a casa qualche sera non ti senti l'eroe,
dimmi che ti piace guardarti da fuori mentre ti racconti agl'altri che credono ad ogni cosa e che persino tu ti credi, a volte, quando te la racconti.
Dimmi di quella volta che hai mentito, di quella volta in cui hai copiato, di quella volta in cui far male ti piaceva e fermarti non è stato facile come avevi creduto.
Dimmi di quando non dormivi per il senso della colpa,
raccontami tutte le volte che un nondetto dentro ti gridava un nonfatto dilaniante.
Dimmi quante volte hai avuto paura.
Dimmi quante volte hai detto iostobene dall'inferno.
Raccontami di quando hai perso, di quando ti è piovuto addosso, di quando non credevi fosse vero che un mondo tanto grande ti rendesse claustrofobico.
Voglio i difetti.
Quelli che hanno fatto piangere tua madre, che t'hanno fatto credere d'essere il peggiore tra gli esseri viventi.
Voglio i difetti.
Che valgano la pena di almeno un quarto d'ora d'attenzione.

Pensi di essere abbastanza sbagliato?

sabato 27 aprile 2013

Cuor d'acqua

Sotto le foglie umide d'autunno è una sorgente in un bosco di montagna la forma del mio cuore mentre ti riscopro.

La doccia inaspettata di un temporale in pieno giorno a luglio si fa baci e non cerchiamo un portico che ci ripari.

Il fiume, quel fiume, che taglia il bosco e la valle, che passa sotto le rovine antiche di vite che furono, di sogni che erano, scorre disteso su un letto disfatto dopo la notte scorsa impetuosa.

Il velo grondante sulle pareti roccia di una grotta è il tremore sottopelle se ti accarezzo con la punta delle dita.

Respiro piano e sono oceano che ti abbraccia, e sono mare aperto per ogni tuo sogno.

Malinconia specchiata di un lago d'inverno, questi giorni a ciottoli, in una barca vuota.


venerdì 5 aprile 2013

Otto capitoli

Capitolo uno

Bisogna prendere profondamente sul serio qualunque azione si scelga di compiere, soprattutto le cazzate.


Capitolo due

"Ah non è stasera? La prossima settimana? Perfetto, allora niente... sì sì, sì. Ciao."

Che idiota, penso, e le luci dello specchio ancora accese.
Distratta.
Così distratta che persino il tempo scivola ininfluente rispetto alle cose che ho una gran voglia di fare.
Una settimana non è infinita? Non sembra di una durata esagerata?
Infinitamente esagerata.
Certo se sei indietro con le consegne, hai tre esami da preparare e l'abbonamento alla palestra sotto due dita di polvere, probabilmente senti la domenica sera come la lama affilata della ghigliottina costruita col tuo senso di colpa.
Ma è ancora giovedì.
Esco.

Capitolo tre 

I confini del mondo stanno esattamente fin dove riesco a vedere.
C'è un "oltre" solo se lo guardo in faccia, solo se riesco a immaginarlo.
Dove arrivo esiste.
Il resto è buio.
Titoli di coda.
L'oscar va alla sceneggiatura.

Capitolo quattro

Il rumore dei pensieri.
Silenzioso e assordante.
Lo stesso rumore che fa l'attesa d'una telefonata che non ancora.
Cade proprio come la neve.
Ma più che neve è piombo.
Il rumore dei pensieri cambia a seconda di chi.
I miei pensieri parlano.
Uno più di tutti.
Quando è caduto ha pianto
ma mi ha chiesto di non dirlo.

Capitolo cinque

I pensieri quando si perdono dove vanno?
Dove vanno i sogni che muoiono.
Il cimitero dei sogni dev'essere proprio un brutto posto.
Sì, da incubo.
Risorgono i sogni?
Non sono mica gesù.
E le idee? Quelle abbandonate dove stanno?
C'è un ideotrofio? Si possono adottare?
Ognuno il suo.
L'importante è crederci.

Capitolo sei

Dagl'occhi che hai si vede anche troppo.
La prima impressione è quella che conta.
Conta che la prima volta che ti ho visto, nemmeno me la ricordo.
Ho mentito.
Dagl'occhi che hai si vede se menti a chi parli ma se menti alla base, chi vede?
L'occhio interiore ha una voce?
La senti solo se vuoi?
Vuoi?
No grazie, magari più tardi.

Capitolo sette

Ho la nausea.
Il bloody mary a stomaco vuoto non sembrava un'idea tanto pessima.
Ogni disfatta collezionata ha questa premessa.
Ho la nausea perché in questo posto fa caldo, ho bevuto veloce e mi è venuta la fitta da freddo in mezzo alla fronte.
Dietro la fronte anche peggio.
Fuori si gela.
Non sto dentro lo stesso.
Hai visto? Piove anche qui.
Faccio due passi, anche se non è maggio.

Capitolo otto

La nausea e le farfalle, prima di arrivare allo stomaco passano dagl'occhi.
Alle volte guardando la stessa cosa.
È già venerdì.

Che suono fastidioso.


mercoledì 27 marzo 2013

Il leone e il pesce rosso.

Ci sono persone che sono come pesci rossi in una bolla di vetro: indifferenti.

Forse siamo un po' tutti pesci rossi.
Magari una paura che si può avere è essere un pesce rosso per chi per noi è un leone.

Ci sono persone che sono come leoni nella savana: li vedi nel loro universo e vuoi solo farne parte.

Io non so se ho mai visto un leone, forse però ho visto altro.
Ci sono persone che...cazzo ci sono persone che sono come una spallata forte mentre cammini a occhi bassi tra la folla.
E boom ciao. zero discorsi. sintassi sconnessa. le mani tremano. pensi solo "più vicino". e "ancora".
Sì ci sono persone che vorrei tutte intere e subito e che aspettare un'ora, un giorno, una settimana, come da copione, è un'infinità straziante di tempo.
E dondolo il ginocchio, e guardo distratta e bugiarda il telefono.
"Che ore sono" mi chiedo.
Ogni sette minuti.

La verità è che non dovrei essere così generica.
Io mi innamoro raramente.
Rarissimamente.
Però quando succede, il tempo che serve è metà di un istante già breve.

Allora sarò più autentica e meno originale.

Ci sono persone che sono risposte a domande che non ho sempre il coraggio di farmi.

Tipo te



lunedì 25 marzo 2013

dire fare baciare lettera TestaMente

Cos'ho in mente?
Mi pesa la testa.
Perché è piena di disegni.
I disegni pensati sono pesanti.
Sono spessi come la nebbia?
Sono spesso in bianco e nero.
Nero come la morte?
Il nero sfina. Comunque.
Sono sottili come fogli?
Volano come foglie se soffia il vento dentro?
Esiste un paravento per quel vento lì?
Saranno voluminosi come i capelli ricci sciolti sulle spalle, dopo il mare?
O più come la schiuma delle onde? O della birra...
Mi pesa la testa perché è piena di sogni.
Sogni disgraziati e schietti.
Vagabondi che l'amore è casa e tetto è il cielo. Ovunque.
Ovunque sia.
Un pugno che stringe sabbia asciutta.
Sogni luminosi.
Sinceri e grandi.
Sogni belli come un paio d'occhi che li guardi e bum. Ti senti letto dentro.
Nel senso di leggere.
Nel senso di lenzuola.
Mi pesa la testa perché dentro ci sono io tutta, ma se mi stringo ci stiamo.
Stringi le mie mani come se avessi capito.
Baciami come nei film, ma per davvero.
Quante parole stanno in un pensiero?
Quanti pensieri dentro una parola?
Non dico niente.
Sai cos'ho in mente se ti dico che non mento?