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giovedì 28 marzo 2013

Legami

Nella gabbia delle scale dell'istituto hanno fatto un'installazione.
Consiste in un filo rosso intersecato nella ringhiera, in tensione sul pozzo delle scale.

Entri e l'occhio segue questa traccia fulva che si perde nel grigio della pietra e delle impalcature.

La luce smorta delle scale concilia il sonno, s'intona alla pioggia, dal filo rosso un filo di pensieri.

Il nome dell'installazione è Legami.

Legàmi.
Una ragnatela emotiva.
Un tessuto di intenti.
Conoscenze.
Connessioni.

Alla prima ho letto Légami.
E ho pensato che se il fulcro delle mie emozioni potesse scegliere, tra tutte, una parola sola, una richiesta, sarebbe questa:  légami.

Legami.
Tienimi stretta.
Annodami, stringimi, tienimi vicina, più vicina. dentro.

C'è scritto legàmi dislessica del cazzo.
C'è scritto che mi pare, psicopatica vocina bastarda nel mio cervello.

Tutto questo per dire che gli spunti per andare oltre alla patina nebbiosa di questa finta primavera sono tantissimi se ti lasci accorgere.













sabato 26 gennaio 2013

Divano.




















È un po' come quelle sere passate sul divano.
Tra i libri, il computer, il gatto, la tv di sottofondo, gli occhiali.
Magari un caffè.

Un istante.
Un pensiero.

Appoggi il libro sul tavolino
Salvi con nome e metti in standby
Il felino segue il gomitolo tirato lungo il corridoio

- No questo film mi piace, lascialo - dice lui

Posi il telecomando, lo guardi, la luce bluastra dello schermo lo rende così incredibilmente attraente, poi lo sguardo perso in questo film tremendo che avrà visto duecento volte, guardalo, sa le battute a memoria ma sta attento come fosse la prima.

Togli gli occhiali, li accomodi sopra i libri.
Senza far rumore ti sfili la maglietta ampia, la posi accanto e ti avvicini.
Lo baci.
Lui ci mette un attimo per accorgersi che i Pearl Jam non ti stanno più addosso.
E poi.
Poi finisce come tutte le sere passate sul divano.

A meno che non sia in onda Gray's Anatomy, Sex&theCity, Dexter e Doctor Who.
Eh oh.



martedì 27 novembre 2012

L'amore ai tempi di Android


































Sta tutto chiuso lì.
In un miracolo di tecnica e concetto.
Un centinaio di grammi fragili e complessi.
Un amore odio costante e morboso.
Un bisogno. Inventato.
Lo dimentico.
Spesso.
Eppure la sera, quando vado a letto, diventa scrigno di pensieri inespressi, desideri percepiti e non formulati, diventa il nesso tra i sogni fatti anche prima di dormire e la vita vera, a forma di vita.
Una scatola porta svolte, con un tasto.
È tutto lì, nel messaggio che vorrei aspettare di leggere, nel momento in cui mi sveglio per il suono acuto e che mi accorgo che mi ha balenato il cuore per un'info della Tim.
È tutto lì, nel gesto e nel luogo, nel tenerlo acceso la notte, accanto al letto, sul comodino o anche proprio in mano, stretto come si stringe un sogno.
È il "potrebbe" che ti inchioda.
Il salva in bozze, la maledizione.
L'attesa di un indefinito e preciso qualcosa che cambierebbe tutto.
Potrei scriverti io.
Vorrei mi scrivessi tu.
Dovrei spegnere e dormire.
Ti penso sempre.
Me lo dimentico spesso.

Cazzo la batteria.




martedì 18 settembre 2012

Fall in Love







Non mi piacciono troppo le poesie, ma oggi avevo in mente questa, che mi fa venire in mente la persona adatta a me.


Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce -
molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio -
dissenti, e sei pericoloso.

Un matto da legare.


Emily Dickinson




mercoledì 15 agosto 2012

RedHaired girls



Baciami come se guidassi una 1100


Ferragosto.
Se non sei sulla spiaggia di Gran Canaria o al solito bagno al Forte, a giocare a calcetto, bere l'estatè al limone ed evitare i gavettoni più ingrati, sei a pranzo coi parenti.
Ed è tipo natale, solo che fa caldo. Quindi alla fine c'è il gelato.
Mia mamma cucina troppo bene. Ha preso tutto dalla nonna.
E poi è troppo bella quando aiutandola a cucinare, la osservo mentre si perde in un ricordo sabbioso che la fa sorridere, apparentemente senza perché...
Oggi poi, a riempire la cucina, c'erano cento e una canzoni di altri tempi che le facevano brillare lo sguardo.
Così aspettando che il timer del forno suonasse, mentre a risuonare era questa canzone, ho fatto questo disegnino.
E pensavo che mi sarebbe piaciuto stare dentro ad uno di quei documentari in bianco e nero, messi in onda da rai storia, in cui intervistavano le ragazze in spiaggia, coi primi due pezzi a pois, ed era tutto ancora da scoprire, e se volevi parlare con qualcuno dovevi telefonargli a casa, e i baci andavano guadagnati, e sapevano di gelato, di "i miei non devono saperlo",  di passeggiatine mano nella mano e canzoni soprattutto in italiano...
Invece siamo nell'era di facebook, dei blog, degli sms, della geolocalizzazione, il gelato è sammontana, la musica a volte nemmeno sai cosa ti dice e se non ti bacia la prima sera è sicuramente gay.
Ah, l'evoluzione.

martedì 14 agosto 2012

L'amore ai tempi del colera

Il titolo non c'entra niente col libro, che non mi piace nemmeno tanto, c'entra solo perché volevo enfatizzare le fusa della mia gatta mentre ho il mal di gola.


La mia odietamo cugina mi ha regalato un ciondolino tipo questo che ho disegnato.
Perché sono viziata e quando sono malata, a casa in famiglia, soprattutto ad agosto, i famigli si impietosiscono vedendomi fissare le pale ferme del ventilatore, che se lo accendessi farei la gioia delle mie placche. 
Mi comprano anche il gelato. 
Tanto gelato da rendere inutili questi due anni di dura palestra.
Maledetti.
La mia odietamo cugina mi ha regalato il suscritto ciondolo dicendo

"te l'ho preso perché ti somiglia, è magrolina come te".

A quel punto,il rancore profondo nato per tutte le magliette che mi ha sottratto, tutte le scarpe prese in prestito e mai più riviste, tutti i trucchi e i profumi che hanno fatto la stessa fine si è dissolto, dipanato nel suono di una più che piacevole bugia.
Però spero che il potere glamour di questa bambolina dorata e anoressichina, influisca su di me nella notte e mi faccia pensare a desiderare cose inutili e costose come altre scarpe o borse nel momento in cui si paleseranno di fronte a me gelati al cioccolato extrafondente della mia gelateria preferita, ad esempio.

Stasera non ha funzionato, ma non abbiamo ancora dormito insieme, quindi non valeva.

Però prometto.
Da ora a natale, solo insalatina.
Niente carboidrati dopo le diciotto.
Niente dolcini con la cioccolata.
Niente hamburger di mezzanotte.

Perché se non va bene con design dovrò trovare un ricco marito che mi mantenga e per questo nobile fine ho bisogno che il mio caro lato b rimanga in questa 26, e che magari ci stia pure un po' largo...
No, in fin dei conti sono fan del "due cuori e una capanna", certo non che "due cuori e una villa con piscina" mi faccia proprio schifo ma non è poi così fondamentale...via vedo che lo spirito gretto, superficiale e materialista della mia FashionVoodooDoll sa facendo effetto.

Eccellente.

venerdì 10 agosto 2012

domenica 5 agosto 2012

Pensandotibrucio



Ho caldo.
Una canzone strana mi gira in testa da tutta la sera e non sono annoiata ma mi annoio.
Vorrei un caffè più freddo di quello che ho appena preso.
Una camicia più sbottonata di quella che indosso.
Una camicia da sbottonare.
O da strappare, forse.
Ho caldo.
E il caldo mi fa smattare di brutto.
Mi trascina in pensieri che, di solito, evito con accuratezza.
E mi ci lascio trascinare senza nemmeno impegnarmi a fingere di non volere.
Perché alla fine,
voglio.

Mi infilo i jeans e le scarpe raso terra, quelle comode, perché di scomodo mi basta il chiodo fisso.
Esco.
E, al solito,
ci siamo soltanto io e la strada.
Ho caldo.

Sketch di me nuda e pigra come un bradipo narcolettico.





domenica 1 luglio 2012

Pensiero stupendo

Le mani le suePrima o poiPoteva accadere saiSi può scivolare se così si può direquestioni di cuore.
Pensiero stupendoNasce un poco strisciandoSi potrebbe trattare di bisogno d'amore








domenica 24 giugno 2012

Light Sketch

Questo sorrisetto sghembo, sì proprio questo, il mio.
Il mio non di sempre, di qualche volta.
Il mio di questi giorni.
Che basta una serata calda, una canzone giusta, un po' di vento ed un pensiero forse.

"ancora"