sabato 8 dicembre 2012

Facciamo che baciarci sia come sentire Hendrix dal vivo.

Facciamo un gioco?
Facciamo finta che io non sia distrutto dalla vita, facciamo finta che le tue cicatrici siano disegni.
Facciamo finta che ci sia ancora tutto da scoprire e facciamo finta che sentiamo di poter essere felici.

Intanto stiamo qui.
Fuori dal mondo.
Fuori dal tempo.
In primavera, sotto un lenzuolo fuori del quale, già cadono le foglie.

Facciamo un gioco?
Facciamo finta che per me tu sia la più bella del mondo anche se ti senti brutta e facciamo finta che io sia il tuo eroe, anche se a volte perdo.
Facciamo finta che baciarci sia come poter sentire Jimi Hendrix dal vivo.
Hai freddo? Vieni più vicina.
Senti, facciamo un gioco?
Facciamo che facciamo per davvero?

venerdì 7 dicembre 2012

Parà

Mi vesto in fretta e a quel punto arrivi tu.
Mi guardi come sempre.
Mi metti una mano sul petto e mi dici "respira, sono qui, siamo qui, comunque vada" "insieme" tu dici, io penso.
Ho il nodo alla gola, l'adrenalina in circolo.
Ho paura e non vedo l'ora.

Il rumore delle eliche è sempre lo stesso. Sa sempre di ignoto.
Prende il volo.
Guadagna altezza.
Quel vuoto nello stomaco.
Guardo giù.
Rivedo la prima volta che l'ho fatto, la seconda, la millesima.
Poi te.
Mi stringi.
Saltiamo giù.



Insieme



Penso solo questo.
Che alla fine il salto nel vuoto lo fai solo con me.
Ogni volta.
Già.
Da sempre.
E non conta altro.
E non conta altra.
Contiamo tu ed io.
Tu.
Tu che con me, sei più vero che con qualunque dei tuoi errori.
Io.


Insieme.


Mi ami.
Ogni volta più di sempre.
Vero?
Vero.
Sei pronto?
Tre.
Lascio la mano.
Due.
Tiro la corda.
C'è un problema?
Non si apre?
Quello di riserva?
Nemmeno?
Uno.
Sei già lontano


Insieme.


Non stavolta.

mercoledì 5 dicembre 2012

Per Dio

Caro Dio,
qui continuano a dire che siete tre, io non ne sono molto convinta, Gesù è troppo fico per parlargli sinceramente di me e lo Spirito Santo non ho ancora capito bene cos'è e a dirla tutta, mi sentivo stupida a scrivere a Babbo Natale perché sicuramente in questo perioda ha da far ben altro che star dietro ai miei discorsi.
Volevo dirti intanto "Grazie".
Ecco, appunto, grazie.
Grazie per una serie di cose eh, tipo grazie per tutte le volte che mi prende male e poi mi accorgo che la bellezza della vita è un po' ovunque, grazie per le occasioni ricevute quando sapevo di non meritarle ed anche per quelle non date quando invece credevo mi fossero dovute perché mi hanno dato la misura delle cose, grazie per dare tanta pazienza alle persone che mi vogliono bene, grazie per quella volta che mia mamma mi regalò quel libro e non una barbie, anche se lì per lì non ero tanto contenta, ecco grazie per tutte le volte che mi lamento e poi mi rendo conto che è successa la cosa che serviva, e che se anche non è così, non cambia niente, grazie per le cose inaspettate che mi fanno riflettere, grazie per avermi fatta capitare in una famiglia tanto banale quanto assurda, grazie per le ricette della nonna, a tal proposito, grazie per non farmi ingrassare quanto dovrei, grazie. Un po' per tutto.
Mi conosci, faccio questi discorsi per due motivi, perché sono felice o perché sono triste.
Quindi non c'è bisogno che aggiunga molto altro, sai cosa, al solito, chiedo.
Anche se non ti chiamo spesso, mi ricordo di te.
E ti voglio bene, sì, anche quando non ci capiamo.
Buon Natale, nel senso commerciale.

Sì stavo per scrivere "addio".
Non ridere.

lunedì 3 dicembre 2012

La ragazza ed il pittore.

Allora, loro due sono in macchina.
Lui guida.
È pomeriggio, è quasi estate e c'è la luce di quel sole che comincia a scaldare la pelle.
Passano per una strada sterrata tra colline e boschi radi. Ogni tanto lui si volta e la guarda e la vede bella, lei è bella, certo, è bellissima ma anche triste.
Ci sono quelle persone che tu vedi belle di quella bellezza imperfetta, un po' languida, con quella vena di malinconia in fondo a gl'occhi, con quei silenzi presi e messi lì, mentre tutto il resto ride e così via...hai presente? Ecco lei è così e tiene la testa inclinata verso il finestrino, come per seguire meglio un pensiero ed è felice, sì felice e triste, come un ricordo.
"Guardi fuori?"  gli dice lui e sorride.
"Sì, hai visto, c'è un gatto sul ciglio della strada"
"Che dici?" risponde serio
Lei ride, gli tira un colpo su una spalla e gli dice che è un cretino, dopo un po' ride anche lui.
Ah già, lei recesnisce di libri, lui è un pittore ma da quando sta con lei fa anche lo scultore, perché lei è bella, bellissima e cieca.
E la loro è una storia d'amore piena di cose che si vedono, che si leggono ma anche che si sentono. Un amore fatto con le mani e un po' di parole, un amore al dettaglio.
C'è lei che il venerdì mattina in radio, parla di libri nuovi e vecchi, di situazioni scomode come marciapiedi sconosciuti e di quanto le tremi il cuore a passare le dita sulle pennellate spesse di tempera oleosa che lui lascia sulle tele.
C'è lui che da quando sta con lei vede più affondo, si accorge di equilibri piccoli e perfetti e cerca sempre, ancora più di prima.
Qui in questa scena si capisce poco magari, si vede solo che ridono, che si vogliono bene e che sotto il sole di metà maggio, un vecchio maggiolino, due valigie, tele e cavalletto sono una promessa, seppur esile, di felicità.
Vabbè poi la storia si svolge al casale ma quello che mi interessava è che tu che disegni, renda l'idea di un mondo
che non si vede.

domenica 2 dicembre 2012

La filosofia del Pigiama

Ci sono giorni, come oggi, nei quali nemmeno mi viene in mente l'idea di togliermi il pigiama.
Perché sono pigra da morire potrebbe essere un'ottima risposta, ma sotto sotto, sotto il pile, sotto il piumone, sotto il plaid più caldo e confortevole della mia personalità c'è dell'altro.
Se uscissi di casa in pigiama sarebbe tutto più semplice. Comincio a capire questa tipologia di senzatetto... se mi vedete per strada, di fronte ad un bidone fiammeggiante, coi guanti coi buchi per le dita e i pantaloni rosa della carica dei 101, non preoccupatevi, è solo la mia indagine sociopsicologica in corso.

Il pigiama è l'espressione più vera e trita di una persona.
Perché nudi è facile distrarsi, col pigiama che hai ancora addosso alle tre del pomeriggio di una domenica piovosa, quint'essenza della morte nel cuore, no.
Sei come sei, quindi sì probabilmente fai schifo.
Sono giorni un po' tristi e per non affondare il cucchiaio da minestra nella nutella, rifletto sulla superficialità, sulla banalità, sulla profonda pesantezza estetica dell'essere umano, da domani mi drogo.
Nel trionfo dell'ovvio, so che l'uomo della mia vita mi incontrerà in pigiama, coi capelli esplosi, senza trucco e con la mia tazza filosofica in mano. Senza filtri, senza camicette trasparenti, pantaloni aderentissimi o scarpe alte all'ultimo grido.
Ecco, mi incontrerà così.
E mi dirà:

"Donnadellamiavita, faccio finta di non aver visto niente, ripasso stasera alle otto."



sabato 1 dicembre 2012

After Party

Chiudo la porta, mi spoglio, mi strucco, infilo il pigiama, prendo il cane, il gatto, spengo la luce e dormo.
La mattina dopo mi alzo, faccio poca colazione perché ho bevuto un bicchiere di rosé di troppo, o forse due e poi chiamo l'amica che mi ha scritto l'immancabile messaggino di check.

"com'è andata la serata?"

Il che significa fondamentalmente se ho visto qualcuno che mi piaceva e cos'è successo.

"Allora!!! Dimmi tutto! T U T T O . " fa lei con un entusiasmo non consono all'ora presta.

"mah, insomma, bella la festa"

"e chi c'era? lui c'era?"

Ti è mai capitato che ti piacesse qualcuno, che ti piacesse tantissimo senza nemmeno conoscerlo troppo, come a quindici anni, che ti prendi infinite sbandate per chi ti ha appena detto solo un ciao? Ti è mai capitato che ti acceleri il battito cardiaco all'impazzata nel momento il cui lo senti parlare, o peggio, lo vedi? Ti è mai capitato di sentire il nodo alla gola e il morso allo stomaco se ti saluta  e di avere mille cose bellissime che vorresti raccontargli come del concerto strasuggestivo di Einaudi o dell'ultimo libro che ti è piaciuto o anche, più scioccamente, di quale telefilm in streaming ti stai drogando in questo periodo e non riuscire a spiccicare due parole in fila? Ti è mai capitato di evitare chi ti fa tremare le ginocchia perché non vuoi che veda che arrossisci? Ti è mai capitato di dimenticarti come si fanno cose normali come respirare, camminare, sorridere o parlare una lingua conosciuta solo perché siete nella stessa stanza? Ti è mai capitato di comportarti completamente nel modo opposto a quello che vorresti e tornare a casa e sentirti cretina? Ti è mai capitato di avere quindici anni quando non ce li hai più da un pezzo e non volerlo proprio ammettere?

"no... non c'era."



martedì 27 novembre 2012

L'amore ai tempi di Android


































Sta tutto chiuso lì.
In un miracolo di tecnica e concetto.
Un centinaio di grammi fragili e complessi.
Un amore odio costante e morboso.
Un bisogno. Inventato.
Lo dimentico.
Spesso.
Eppure la sera, quando vado a letto, diventa scrigno di pensieri inespressi, desideri percepiti e non formulati, diventa il nesso tra i sogni fatti anche prima di dormire e la vita vera, a forma di vita.
Una scatola porta svolte, con un tasto.
È tutto lì, nel messaggio che vorrei aspettare di leggere, nel momento in cui mi sveglio per il suono acuto e che mi accorgo che mi ha balenato il cuore per un'info della Tim.
È tutto lì, nel gesto e nel luogo, nel tenerlo acceso la notte, accanto al letto, sul comodino o anche proprio in mano, stretto come si stringe un sogno.
È il "potrebbe" che ti inchioda.
Il salva in bozze, la maledizione.
L'attesa di un indefinito e preciso qualcosa che cambierebbe tutto.
Potrei scriverti io.
Vorrei mi scrivessi tu.
Dovrei spegnere e dormire.
Ti penso sempre.
Me lo dimentico spesso.

Cazzo la batteria.




giovedì 15 novembre 2012

Notizie dal fronte

Ho aperto un altro blog, uno serio, senza racconti, senza siparietti, con autobio tendente a zero.
Un esperimento per vedere che effetto faccia una piattaforma "professionale" seppure ad uso personale.
Mh.
Ho riscontrato subito dei problemi che sono i seguenti:
1) aggeggiare (noto termine tecnico specificatamente in ambito informatico) su wordpress è la seconda più diffusa origine di emicranie dopo le fidanzate ufficiali.

2) sono così assorbita dalle esercitazioni che devo portare a compimento da non riuscire a mantenere una sintassi accettabile per più di sette righe.

avere fatica sonno dormire anche, io. )3


Ergo procrastinerò, almeno finché non mi sarò abituata a questo ritmo nuovo.

Questa settimana ho capito che aver letto topolino da piccola è stato utile per storia ma lesivo per fisica perché per me Archimede è Pitagorico e ha sembianze paperiformi.
I caratteri tipografici possono essere freddi e passionali.
Se mangi il dolcino al miele poi ti ritrovi il miele in ogni dove.
L'amore per gli amici è bello come la neve per Natale, ammesso che ti ricordi di avere degl'amici tra un kirigami e l'altro.
E  "sei la mia più bella domanda senza risposta" è la frase più bella (e sì ruffiana forse ma comunque bella) che mi abbiano mai detto.



sabato 10 novembre 2012

Buon Compleanno

"che nome complicato signorina"
"che vuol che le dica, un nome semplice non sta bene ad una persona che semplice non è."
"lo prenderebbe un caffè con me?"
"non penso proprio, è già tanto che abbia ignorato l'accordo tra lei e la mia amica, di modo che lei oggi abbia saputo esattamente a quale ora e dove aspettarmi."
"ma cosa sta insi.."
"oh lasci stare, vi ho visti parlare lo scorso giovedì e poi Flora non è certo abile nel mantenere quel certo tipo di confidenza... anzi, a dire il vero, nessun genere di confidenza."
"allora mi faccia rimediare, si faccia offrire questo caffè"
"mi piacerebbe ma è arrivata la corriera, arrivederci singnor?"
"Franco, mi chiami Franco, ma ha detto che le piacerebbe? Le piacerebbe davvero?"
Le porte della corriera si chiusero, lei prese posto vicino al finestrino, si accomodò il cappello e lanciò un'occhiata nascosta dai boccoli bruni al ragazzo ancora lì alla fermata.

La corriera partì.
Il resto complicato e strano come i loro nomi scritti per intero.

Poi lei rimase sola, col peso di un vuoto lungo una vita.

Ogni giorno è ricordo
ogni giorno è memoria.
Ogni giorno è un giorno in più che c'è
e un in più che manca.
Eppure lei è sempre lì.
Con gli occhi grandi e scuri, i boccoli un po' più crespi, un po' più bianchi.
Sempre lì con una parola dolce ed un appunto burbero.
Sempre lì che in realtà è qui.
Qui che ogni pranzo è l'occasione per gli aneddoti dei tempi di guerra,
che ogni viso triste per il mal d'amore lei sa che vuol dire e ti sa spiegare.
Qui pronta a recensire i miei disegni, i miei racconti, il test che se non li capisce va rifatto tutto.
La donna che mi tiene stretta sempre e riempie casa con l'odore di vaniglia.
La nonna che ha creduto in me in momenti in cui nessuno mai, nemmeno io, su me avrei scommesso niente.

Ottantanove anni a testa alta, umile e orgogliosa, al posto di comando di una famiglia storta e un po' ammaccata ma sempre unita fino in fondo, che suona bene e fa anche un po' paura.

Buon Compleanno Nonna.
Sono contenta che tu sia una donna d'altri tempi e che mi abbia insegnato tutto ciò che so di uomini e cucina, sono contenta che tu abbia gusti d'altri tempi che piacciano anche a me che in questi tempi sto ma che alla fine non mi piacciono poi tanto. Sono contenta tu sia una donna d'altri tempi e che tu abbia passato intere ore a raccontarmi un mondo in cui si faceva in bicicletta una città per dirsi "ciao" e "ti voglio bene". Sono contenta che tu venga da quel tempo in cui insegnavano ad aspettare, in cui tutto aveva un proprio tempo, come il ciambellone, che non puoi inventarti quante uova servono o per quanto deve stare in forno perché poi sennò è tutto da buttare.
Ti amo tanto.

e sono anche contenta che tu mi abbia chiesto cos'è facebook e dove sta, ed anche la email, il cui concetto t'è piaciuto tanto. Col cordless ormai ho perso le speranze ma magari prima o poi dirai anche "scottex"
















mercoledì 7 novembre 2012

L'ultima notte al mondo

Ogni tanto mi capita di pensare ad amene assurdità:
cosa farei se fossi una rockstar, se vincessi l'enalotto, se potessi leggere nel pensiero, se i Maya avessero ragione...
Se i Maya avessero ragione.
Se il mondo finisse sul serio, se ci credessi davvero, penso non cambierebbe niente.
Penso che mi piacerebbe lo stesso imparare a fare le curve precise su illustrator, mi piacerebbe lo stesso finire i progetti complessi che ho in corso, mi piacerebbe lo stesso guardare le tele bianche intatte e immaginare cosa ci dipingerò quando avrò imparato a dipingere, e poi, fondamentalmente, la cosa che ci terrei più a fare sarebbe correre da te, rallentando prima di girare l'angolo, ti arriverei di fronte e tu penseresti che non ha senso che sia lì, che nemmeno ci pensavi e nel mentre ti stupisci della mia presenza ti darei il bacio che ti volevo dare l'ultima volta. Dalla prima volta.

"Sei la fine del mondo."

sabato 3 novembre 2012

Breve presa di coscienza

Ci sono eventi che ricavano il proprio valore grazie alla loro speciale unicità:
il natale,
il compleanno,
una mattina in cui non ti odio.