martedì 9 febbraio 2010

Scene Oscene

Un tavolo per due, non vicino alla finestra, è facile distrarsi osservando i passanti, meglio un' anonima postazione al centro della sala...
Ordiniamo...sembra semplice ma se non mettono una foto accanto a questi nomi impronunciabili, io, che il giapponese non lo leggo ne lo parlo, come faccio a mangiare?
"anche io la stessa cosa." problema risolto.
Nessuna distrazione, stasera soltanto attimo per attimo...
Ogni cosa al di fuori delle parole pronunciate sopra questo tavolo è superflua ed inutile.

Accanto a noi un altro tavolo per due.
Lei: castana, bassina, struccata, o meglio, rughe coperte dal fondotinta ed occhio privo di ombretto, apparentemente giovane, apparentemente naturale...
Si è l'asciata con l'ex da qualche mese e la cosa l'ha turbata perchè vivevano insieme, in pratica hanno sempre convissuto perchè dopo due mesi che si frequentavano, lui ha smesso di tornare a dormire in casa propria. Ama la cucina giapponese, con le sue amiche va sempre al sushibar, però è una donna che si cura poco di sé, a casa ha quasi sempre il frigo vuoto, potrebbe pranzare sempre con scatolette di tonno e, ha confessato, spesso mangia persino con le mani.
Lui: una camicia di flanella a quadri, taglio rasato per natura, sordomuto?
Difronte a me un tavolo per quattro. Due uomini e due donnicciole.
1° considerazione: un uomo, talvolta può risultare idiota volendo catturare attenzioni simpatiche, una donna tentando lo stesso, talvolta pare proprio cretina.
2° considerazione: le donne erano due. bionde.
Uomini da una parte, donne dall'altra, ordine apparentemente casuale.
Il primo uomo ha quasi 50 anni, divorziato da una bellissima donna, in relazione esclusivamente sessuale con la donna dal volto mummificato seduta al lato opposto, non di fronte.
Ha parlato poco, ha fatto due telefonate, ride sguaiatamente, cerca appoggio oratorio nell'uomo che gli siede accanto.
Più giovane, sulla trentina, accento fastidiosamente settentrionale, bel completo ma senza cravatta. I piccoli lembi del colletto leggermente quadrettato della camicia sono inguardabili.
Si sta comprando casa, è single _ quando ha pronunciato questa parola, le due racchie ossigenate hanno sgranato gli occhi abbondantemente bordati di matita e mascara. _
Guadagna bene, quando le bionde dicono qualche stronzata si gira a guardarmi, è un sos.
La prima bionda, quella "fidanzata" la chiamano Tina, ha i capelli ondulati della stessa consistenza della stoppa, la voce stridula, più rughe di madre teresa e lo smalto nero. Pare vagamente sarah jessica parker in hocus pocus. Loda eccessivamente la bellezza dell'ex moglie del Divorziatodallafluentechiomargentata, tra un "bellissima" ed uno "veramente stupenda" il suo viso da ambiguo travestito si piega in smorfie dalla mal celata orrendevolezza...
L'altra bionda era persino peggiore. Più rotonda, più espansiva, più incazzata della sua condizione da semisingle. Ha ricevuto tre telefonate dalla madre, una dal padre e ne ha effettuate ben due al presunto fidanzato, al quale, con tanto di plateale mossa di capello piastrato, atta ad attirare l'attenzione del Sinecravatta, ha chiesto poco cortesemente di non farsi più né sentire né vedere, per poi sussurrargli un "a domani" dando le spalle al tavolo. Ha ripetuto piu' volte " posso assaggiare?", ha ordinato poco ma con tutto quello che ha elemosinato, ha mangiato per tre.
L'argomento della serata sono stati i ritocchi estetici delle star decadute del firmamento italiano.
e la classe di Virna Lisi. La parola "classe" pronunciata da labbra con un così spesso contorno di matita, suona più come "shampista con lo smalto rosso scheggiato agl'angoli..."

"è proprio buono vero? scusa se non sono di compagnia ma sai, se si mangia bene si parla poco" mi dice sorridendo e stringendo tra le bacchette un bocconcino di sushi...
"già..." e la zuppa di miso mi lancia una complice occhiata...
Tutto sommato, il posto accanto alla finestra, è il mio preferito...

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