mercoledì 12 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
Parole Magiche
non sono "Per Piacere" o "Grazie". No. Affatto.
Piuttosto "Scusa", "Hai ragione", "E' colpa mia", "Ti amo".
In casi estremamente spinosi, se le sovra elencate non procurassero l'effetto desiderato, la soluzione sicura può fornirla soltanto la più potente tra le formule magiche:
"Sei molto più bella (facoltativo: -ed intelligente-) della mia ex"
Piuttosto "Scusa", "Hai ragione", "E' colpa mia", "Ti amo".
In casi estremamente spinosi, se le sovra elencate non procurassero l'effetto desiderato, la soluzione sicura può fornirla soltanto la più potente tra le formule magiche:
"Sei molto più bella (facoltativo: -ed intelligente-) della mia ex"
domenica 25 aprile 2010
Semper ego auditor tantum?
Tanto qui non si dorme mai.
Stasera, al posto di rigirarmi tra le coperte nell'attesa che il mio viso venga illuminato ancora dall'alba, ho qualcosa da dire.
Come ho già detto altre volte, non dovrei accendere la televisione così a caso, perché il risultato spesso è terrificante.
L'oscenità di questa volta è il seconround del "La Pupa e il Secchione" .
ecco. appunto.
Forse nemmeno dovrei perdere tempo a scrivere cosa ne pensi... ma ormai sono qui.
Ho presente qualche motivo per non essere completamente orgogliosa della mia nazionalità ma provare una parvenza dello stesso sentimento contro il mio stesso genere è decisamente troppo.
Sono certa del valore intrattenitivo di cotale RealityShow e del suo posto d'onore tra le varie estensioni della Tv spazzatura, mi rendo conto persino che SuperQuark o Passaggio a Nord Ovest non tengano altrettanti Italiani difronte agli schermi... ma qui si supera nettamente il limite.
Polemizzo ulteriormente:
Vogliamo parlare dell'uso smodato degli stereotipi di questo programma?
qual'è il messaggio? Che l'intelligenza è a discapito della gradevole estetica?
Che l'unica cosa importante per una donna è il silicone eccessivamente distribuito sottopelle?
Sono veramente e forse persino esageratamente indignata.
Ed è inutile che mi si dica che è un programma divertente, che fa tanto ridere e che alla fin fine è pure gradevole. NO. E' come un film di Fantozzi. Non fa ridere dal divertimento. E' un riso che lascia l'amaro in bocca. O almeno così dovrebbe essere.
Si pensi a tutti gli approfondimenti giornalistici sulle abitudini giovanili contemporanee, si pensi alle ore di Talkshow a proposito di esclusivissima critica generazionale.
Ecco. E poi?
E poi ti arrivano queste svampite col baricentro spostato che godono della loro (apparente?) ingoranza ed imbecillità, accompagnate da portatori della cultura dall'aspetto molto più che Nerd. Qual è il messaggio?
Se studi guarda come diventi! Sfigato.
Se molli la scuola in terza elementare per dedicarti a meches e tacchi a spillo sei una figa ed un giorno ti pagheranno per essere semplicemente te stessa.
Bello. Complimenti.
Accidenti!!!!
Non dico che sia necessaria una doppia laurea o la vocazione indiscussa al Sapere ma un minimo di consapevolezza di sé, di ricchezza d'animo, d'intelligenza è necessario.
Sono Sinceramente schifata. Vedere quelle espressioni da "bovino al macello" e quelle labbra evocative pronunciare una bestialità dopo l'altra mi da la nausea.
Ma si va da un estremo all'altro.
Un uomo può essere intelligente anche senza il totale abbandono della cura del corpo.
Sottolineo che Cultura ed intelligenza non vanno obbligatoriamente di pari passo.
Inoltre vorrei ricordare il buon Giovenale che annotava con decisioni le seguenti parole:
Mens sana in corpore sano.
Che è il principio corretto su cui ognuno dovrebbe muoversi.
Basta con questo schifo.
In un'epoca in cui le donne sono costrette spesso a dimostrare ciò che hanno ottenuto, per merito e non per altro, un format del genere è soltanto lesivo ed offensivo e dovrebbe scatenare soltanto il risentimento collettivo.
Che schifo. Ripeto.
sabato 10 aprile 2010
Baci d'autore
Prima lui, il fumettista, quello bravo, quello celebre...
e le lunghe passeggiate, e le mani fredde, ed il cuore che batte inaspettatamente forte.
Ricordo il suo sguardo, un po' su di me ma non troppo. Mai troppo.
E quando ero io ad avvicinarmi, tremava .
Anche i baci con lui erano strani. Tesi. Anche il primo come fosse l'ultimo.
Poi lui, lo scrittore, bello incredibile, silenzioso, geniale.
Un gioco di ruolo fatto di sguardi e risposte nette, pungenti.
Dopo quel bacio nessuna maschera, e quella segreta e inattesa dolcezza.
Per le ragioni più sciocche veniva da me e niente al mondo aveva più senso del nostro incontro.
Dopo soltanto la fine del mondo.
Correre coi tacchi alti su marciapiedi sconnessi.
Verso la stabilità della casa.
martedì 6 aprile 2010
Strusciavo i piedi sulle fantasie delle mattonelle.
Camminavo per queste stanze, strusciavo la mano lungo i muri intonacati del corridoio.
Con la punta delle dita, riuscivo a sentire il legno delle cornici di quei quadri pesanti.
Camminavo per queste stanze come persa in un tempo inesistente, in un tempo emotivo fatto di ricordi passati e dolori presenti.
E queste pareti le toccavo quasi fossero vive, quasi fossero umane.
E dentro qualcosa faceva un male incredibile.
Ho abbracciato il pezzetto di muro che separa l'andito dopo l'ingresso dal corridoio.
Sono uscita.
Non era più casa mia.
domenica 4 aprile 2010
doppie versioni
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venerdì 26 marzo 2010
Buon Compleanno Lalle...
Cuginetta aspirate fotografa...Son finiti i tempi in cui ci rincorrevamo tra le tende del campeggio chiamandoci in modo strano...
Anche quelli in cui mi chiamavi Duda (meno male) perché non sapevi dire Giulia...
Un casino di cose che abbiamo fatto insieme sono già, più o meno felicemente, passato.
Però, a parte tutto, ora sei qui, bella come il sole, a fare l'innamorata iperdolciosacuoriciosa, e brilli costantemente per la tua assenza in the family.
Ma è ok, alla fin fine ti vogliamo bene così.
Oddio, lo sai che non è certo quello che vorrei io, però come dire...se questo passa il convento ;)
Ti voglio un casino di bene.
Sempre e comunque.
Quindi BuonCompleanno...
e non mangiare troppi dolci...:P
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lunedì 22 marzo 2010
Due minuti e sette secondi
Una panchina lungo la via centrale del paese.
L'uomo si siede.
Accende una sigaretta.Un gesto lento, perfetto. Quasi sacro.
Un respiro profondo. Il fumo brucia nei polmoni che si riempiono.
Lo sguardo è a mezz'aria e, improvvisamente, c'è calma.
Intorno. Dentro. E' silenzio.
Le parole hanno premuto in testa fino al dolore.
Le tempie parevano scoppiargli.
Un turbinio senza sosta.
Una tempesta irragionevole.
Ed ora anche la coscienza tace. E' respiro. E' quasi vita.
Ora c'è di nuovo il tempo, che scorre disteso.
Gli si siede accanto, gli poggia una mano sulla spalla e continua il suo corso.
Ora può di nuovo stare lì e guardare.
Già, nessun vizio è più appropriato del fumo per accompagnare il solo guardare.
Guardare lo snodarsi degl'eventi.
Guardare la signora coi tacchi bassi che cammina in fretta o l'uomo che passeggia e nervosamente stropiccia il giornale...
Solo guardare e forse accorgersi...
Il mozzicone tocca il lastricato.
L'uomo sorride, mette una mano in tasca e riprende il tempo, di qualche passo più avanti.
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venerdì 19 marzo 2010
Baciami ancora.

Lei ha tre anni, è esile, silenziosa e sorridente.
Lui ne ha tre e mezzo e, seduto sulla ringhierina dello scivolo di legno, la guarda negl'occhi e le dichiara il suo amore eterno.
Lei sorride e gli prende la mano.
Scivolano giù, sull'erba. Si siedono l'uno di fronte all'altro.
Il loro tenero chiacchiericcio accompagna il vento primaverile delle campagne.
Lei ha un bel visino, è sgamata e fa sempre merenda con le girelle.
Lui è biondo ed ha una sorella che raccoglie conchiglie.
Il sale rimane tra i capelli.
Lui parla un'altra lingua ma le disegna i cuoricini sulla sabbia e questo, per luglio e agosto, è più che sufficiente.
Lei ha cinque anni, fa la capobanda, ha una smodata passione per le barbie.
Lui di anni ne ha sei, ha la bicicletta più veloce del paese e due pezzetti di cielo al posto degl'occhi.
Lei confabula con le sue amiche e da dietro un cespuglio spunta lui, che la prende deciso per mano e dice a gran voce " questa è la mia fidanzata".
Lei lo guarda. Ride.
Lui le da una margheritina striminzita. Lei ricambia con un bacino schioccante sulla guancia.
Sopra la bicicletta, poi, c'era sempre una barbie.
Lei mette il grembiulino per la prima volta ed è più piccola di tutti.
Lui ha le scarpe lucide e gioca con le spade.
E mentre lei hai i capelli più lunghi di tutti, lui li porta corti e tagliati con la scodella.
Intenso. Burrascoso. Malricambiato. Troppo lungo.
Lei ha quindici anni e crede di capire il mondo. L'ideale e la verità sono comunque le carte vincenti.
Lui ha diciassette anni e la testa che pesa sulle spalle.
Lui la guardava spesso. Lei non era abbastanza emancipata.
Il Platonismo li mietette. Non senza sofferenze.
Lei si veste dei regali di Natale e non sa pattinare.
Lui è classico. Tradizionale.
Quel capodanno, bere, non fu necessario.
Lei balla.
Lui parla.
La musica è giusta.
La serata è strana e la proposta indecente.
Affinità benedetta persino dal turista solitario.
Lei ha diciotto anni. E' sorridente, ha un bel visino, fa la capobanda, ha i capelli lunghi, sa che la verità è la carta vincente e non sa comunque pattinare.
Ha tanti gatti e disegna.
Lui non ha capito.
lunedì 15 marzo 2010
Gud: Malamoreno

Sarà pure tanto allegra da parere cartoonesca.
Sarà eccessivamente retrò.
Sarà quello che vi pare.
Però è vera.
Elementare. In due parole spiega perché mi brillano ancora gli occhi.
chiedo perdono per PS impropriamente utilizzato.
"ma l’amore, ma l’amore può
far tornare a sorridere ancora
imboccare una strada sicura
sì l’amore, sì l’amore può
e se scoppia in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
anche i prati rinunciano ai fiori
perchè i fiori hanno perso i colori
ma l’amore, ma l’amore no
ma l’amore, ma l’amore..."
far tornare a sorridere ancora
imboccare una strada sicura
sì l’amore, sì l’amore può
e se scoppia in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
anche i prati rinunciano ai fiori
perchè i fiori hanno perso i colori
ma l’amore, ma l’amore no
ma l’amore, ma l’amore..."
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lunedì 8 marzo 2010
da "Cento sonetti d'amore"
Oggi non ho voglia di scrivere.
La giornata è volta all'insegna del disegno e delle scansioni, visto che è stato riesumato uno scanner superfigo del quale mi sono loscamente appropriata.
Però, visto che le sei di questa mattina mi hanno trovata sveglia e riflessiva, riporto le righe che mi hanno fatto compagnia, al solito, grazie Pablo.
Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
XLIV sonetto
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
Nuda sei semplice
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
Il tuo sorriso
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
venerdì 5 marzo 2010
e poi
Lo stile di vita da drogata di psicofarmaci non fa per me.
Mi fa sentire un po' troppo in contatto col mio lato sociopatico. Meglio evitare quel lato...
Quindi perchè inventarsi stronzate letterarie.
Come tutti, come tutte, sono qui ad ascoltare canzoni melodiche, un po' rock, dal dubbio gusto, e, come di copione, la cioccolata è accanto a me ed ogni cucchiaino, che è sempre l'ultimo, accompagna un ricordo diverso, che fa male in un punto diverso, ed ogni cucchiaino, si rivela essere, non mai l'ultimo.
Perchè è facile, facilissimo, ritirar fuori solo le cose belle, una parte di me proietta in continuazione, passati attimi strappalacrime. Ma il presente qual'è?
Un bacio sulla guancia, le mie cose nel corridoio dell'ingresso.
Un viso vuoto. Parole stonate.
Nessuna scusa pronunciata. Nessuno a combattere per quell'amore.
Solo due paia d'occhi a guardarlo morire, agonizzante tra le implorazioni e l'espressione terrorizzata e consapevole del fatto che, questa volta, nessuno lo aiuterà a tornare in vita.
Povero Amore. E' stato così buono con me...
Certo, non sempre, ma spesso...
Sarebbe stato bello un finale diverso. Ma non siamo al cinema e a volte non funziona come tra i sognanti portagonisti Disney...
Però sopravvivono tutti. Non mi aspetta certo la fine di Ann Boleyn. Posso stare tranquilla.
Andrà tutto bene. E questa patina che avvolge il mio cuoricino lacrimoso, si scioglierà, come ha sempre fatto.
L'ego un po' smaccato. Il costante pensiero " per me, per me che sono io, davvero non potevi far altro che questo...?"
ed il suo contrario " per te, te che sei proprio te, davvero non potevo far altro che questo..?"
La mia risposta la conosco, ma questa volta volevo un passo verso di me.
Un passo che non è stato fatto.
e mi rendo conto che, svuotando tutto il contenuto degl'sms, il mio cellulare rosa, pesa almeno 21 grammi meno...
buffo...
basta.
sfogherò le mie tristezze nell'unica cosa che mi va di fare, l'hobby da sabato pomeriggio.
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